The Winter X Games Aspen 2012
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Si sono appena conclusi i Winter X Games di Aspen, è calato il sipario su una delle più grandi manifestazioni al di fuori di tutte le federazioni esistenti.

Un nome che è sempre stato sinonimo di spettacolo soprattutto per gli sport estremi in tutte le sue espressioni. L’edizione 2012 non è stata da meno, anzi è stata forse una delle più ricche in termini di spettacolo, colpi di scena e purtroppo anche di tristi ricordi.

Sarah Burke, skier Canadese che muore pochi giorni prima della data di inizio di questi X Games, a causa delle lesioni riportate durante una caduta in allenamento, viene ricordata da tutti i rider con un tributo commovente.

Il dispiacere e il dolore nel mondo dello sci freestyle e snowboard è molto forte, ma tutti ci tengono a ricordare e onorare Sarah dando vita a una delle edizioni più incredibili di sempre!

Un uomo sopra tutti, forse il simbolo stesso degli X Games, e naturalmente il rider da battere alle porssime Olimpiadi in Russia, Shaun White ha fatto parlare di se anche qui.

Ha fatto parlare non soltanto per la sua vittoria, ma per aver totalizzato il massimo punteggio possibile per la prima volta in assoluto. Ha fatto discutere per il suo look, anche se ormai sono diversi anni che Shaun sfoggia vestiti aderenti quindi dove sia questa novità non si sa! ma evidentemente solo per il suo look può essere criticato da chi non ama questo rider.

Abbiamo anche assistito al massimo dei punti per il backside triple cork di Torstein Horgmo nel big Air, che però non gli è bastato per vincere contro Mark McMorris, anche lui con il suo Triple Cork 1440. Meno pulito rispetto al trick di Torstein,ma giustamente vincitore per la somma delle due migliori run.

Non contento Mark si è anche aggiudicato lo Slope Style diventando così uno dei rider più vincenti di questa edizione.



Il mondo dello snowboard inesorabilmente avanza senza aspettare nessuno, soprattutto noi italiani che ancora una volta restiamo fuori da questo tipo di competizioni.

Se in Europa e nel resto del mondo, il livello degli atleti continua a crescere a dismisura, dalle nostre parti invece la crescita non sembra essere una priorità.

Nel nostro paese siamo invece campioni nel lamentarci, pronti ad accusarsi a vicenda tra federazioni e rider, senza però accorgersi che, nonostante alcuni atleti in qualche maniera provino ad alzare il livello generale, la scena italiana è molto peggiorata rispetto agli anni passati dove il gap tra il nostro snowboard e quello internazionale non era così grande.

Indubbiamente lo snowboard italiano deve arrivare ad un punto di svolta, ora come ora è fondamentale diminuire il divario tra il nostro paese e quello che succede fuori dalle nostre Alpi, evitando di accanirci dando la colpa ad una categoria piuttosto che ad un altra, accusando amici di tradimento o federazioni di truffare atleti.

Cerchiamo di migliorare la professionalità di chi lavora dietro le quinte per rendere il nostro sport il più limpido possibile, perché per crescere ora come ora abbiamo bisogno di un grosso aiuto sia da parte delle federazioni che dagli atleti stessi.

Spesso e volentieri all’estero ridono di noi per la nostra politica, sicurezza sul lavoro e tanto altro, e se non ci diamo una mossa rideranno di noi anche per il nostro snowboard, e a quel punto sarà troppo tardi cercare un cambiamento.


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